<< - Torna alla pagina iniziale
 
 
Particolare del quadro raffigurante la Madonna con Gesù bambino
VITA del
Santuario
BOLLETTINO
CAPPELLINA
EX-VOTO
ARTE
STORIA
DOVE SI TROVA
SCRIVI@lrettore

Santuario
Madonna
della Rosa

Ostra (AN)
tel 071 68027
fax 071 68011
info
 


Nella ricerca di nuove fonti per la conoscenza della religione e della pietà popolare, un posto di rilievo spetta agli "ex voto", oltre che a santini, medagliette, edicole, ecc..

Le tavolette come altri ex voto sono testimonianza di eventi ed hanno un chiaro significato di richiesta d'aiuto o di riconoscenza e gratitudine per un "intervento" sovrannaturale. Molto spesso le tavolette si riferiscono a fatti drammatici, ma anche fatti di vita di tutti i giorni.

La letteratura sugli ex voto è assai vasta.
Scritte votive sono presenti anche nell'antichità e tutte le culture conoscono l'esistenza di questa forma di "pietà popolare".

Tra quelle che conosciamo e che ci interessano, annoveriamo alcuni esemplari che appartengono al Santuario Madonna della Rosa.
Esse rappresentano momenti di vita quotidiana rurale e cittadina, testimonianze di grazie implorate e di grazie ricevute.

Ostra, con il suo Santuario, possiede circa la metà di tutte le tavolette di un vasto territorio senigalliese e dello iesino.
Le tavolette si distribuiscono cronologicamente nell'arco di quattro secoli.

La parte del leone spetta ai secoli XVII e XIX, mentre settecento e novecento sono rappresentati da una bassa percentuale.
Le tavolette rispecchiano la realtà socio-economica di un territorio che si fonda e si regge, in larga misura, sull'agricoltura.

Chi "scrive" sulle tavolette e si rivolge a chi? Un forte protagonismo appartiene alle classi subalterne, ai ceti popolari in genere.
Sulla tavoletta si stabilisce un "dialogo" fra Dio e uomo.

Nel caso che ci interessa tra l'uomo e la Madonna, che nella tavoletta viene sempre raffigurata nella fascia superiore.
Alla Madonna ci si rivolge con precise finalità di ringraziamento (per voto ottenuto) in relazione ai casi più diversi della vita quotidiana, insidiata da mille rischi (incidenti, malattie, cadute rovinose, liti, agguati, guerre), dai quali si è usciti sani e salvi.

Le storie raccontate attraverso le tavolette vanno oltre il fatto accaduto.
Esse diventano "storia" che si inserisce nella più grande storia del Santuario, costituita appunto da tante piccole storie. La tavolette è anche "racconto" d'una storia mai scritta.

E' anche, e forse soprattutto, "documento". Tranne casi particolari, si può dire che il fenomeno della raffigurazione votiva del miracoloso evento, illustrato dal pittore locale, appartenga ormai ad un tempo diverso.
La riconoscenza per la grazia ricevuta (P.G.R.) non viene meno, ma sembra voler privilegiare un altro tradizionale filone di ex-voto, quello dell'oggetto di valore metallico (cuori d'argento, collane e gioielli d'oro, ecc.).

Le tavolette esistenti nel Santuario Madonna della Rosa sono state tutte restaurate dalla Ditta Nino Pieri di Urbino, con il benestare della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle Marche con sede in Urbino.
Il restauro è stato possibile effettuare, grazie ad un generoso contributo da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, alla quale va il nostro più sincero ringraziamento.