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Le tavolette come altri ex voto sono testimonianza di eventi ed hanno un chiaro significato di richiesta d'aiuto o di riconoscenza e gratitudine per un "intervento" sovrannaturale. Molto spesso le tavolette si riferiscono a fatti drammatici, ma anche fatti di vita di tutti i giorni. La
letteratura sugli ex voto è assai vasta. Tra
quelle che conosciamo e che ci interessano, annoveriamo alcuni esemplari
che appartengono al Santuario Madonna della Rosa. Ostra,
con il suo Santuario, possiede circa la metà di tutte le tavolette di
un vasto territorio senigalliese e dello iesino. La
parte del leone spetta ai secoli XVII e XIX, mentre settecento e novecento
sono rappresentati da una bassa percentuale. Chi
"scrive" sulle tavolette e si rivolge a chi? Un forte protagonismo appartiene
alle classi subalterne, ai ceti popolari in genere. Nel
caso che ci interessa tra l'uomo e la Madonna, che nella tavoletta viene
sempre raffigurata nella fascia superiore. Le
storie raccontate attraverso le tavolette vanno oltre il fatto accaduto. E'
anche, e forse soprattutto, "documento". Tranne casi particolari, si può
dire che il fenomeno della raffigurazione votiva del miracoloso evento,
illustrato dal pittore locale, appartenga ormai ad un tempo diverso. Le
tavolette esistenti nel Santuario Madonna della Rosa sono state tutte
restaurate dalla Ditta Nino Pieri di Urbino, con il benestare della Soprintendenza
per i Beni Artistici e Storici delle Marche con sede in Urbino.
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